Il Taglio di Porto Viro: quando Venezia spostò il Po e nacque Porto Levante

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Alberi di barche a vela e motoscafi ormeggiati in una darsena, con la luce dorata del tramonto riflessa sull'acqua calma

Il paesaggio che si vede da Porto Levante sembra eterno: lagune, scanni, valli, il fiume che si allarga verso il mare. In realtà è giovane, ha poco più di quattro secoli, ed è il risultato di una delle più grandi opere idrauliche dell’età moderna. Per capire il borgo bisogna partire da lì: dal Taglio di Porto Viro.

1. Il problema di Venezia

Alla fine del Cinquecento il ramo principale del Po sfociava molto più a nord di oggi. Ogni piena portava in mare enormi quantità di fango, e le correnti spingevano quei sedimenti verso la laguna di Chioggia e di Venezia. La Serenissima viveva della sua laguna: se si fosse interrata, porti e commerci sarebbero morti. La soluzione decisa dal governo veneziano fu radicale: spostare il fiume.

2. Quattro anni di scavo

I lavori iniziarono il 5 maggio 1600, sotto il doge Marino Grimani, e si conclusero il 16 settembre 1604. Migliaia di operai scavarono a mano un nuovo letto lungo circa sette chilometri, che deviò la corrente principale del Po verso sud-est, lontano dalla laguna. Negli anni successivi furono chiusi gli altri rami minori che portavano acqua verso nord.

3. Un delta che cresce

L’effetto andò oltre ogni previsione. Libero di scaricare i suoi sedimenti in mare aperto, il fiume cominciò a costruire nuove terre a velocità impressionante: in due secoli il Delta avanzò di circa quattordici chilometri. Nacquero scanni, lagune e valli, proprio come lo Scanno Cavallari e la Sacca davanti a Porto Levante. Il nome stesso del comune ricorda quel mondo d’acqua: “Porto Viro” viene dal viero, la cesta di vimini in cui i pescatori tenevano vivo il pesce.

4. Il Po di Levante

Il vecchio ramo rimasto isolato dal corso principale prese il nome di Po di Levante. Negli anni Trenta del Novecento fu collegato al sistema del Tartaro-Canalbianco attraverso la conca di Volta Grimana: oggi è il tratto finale di una via d’acqua navigabile che dal mare risale fino a Rovigo e oltre. I suoi ultimi diciassette chilometri finiscono proprio a Porto Levante, il borgo di pescatori nato sulla sua riva destra, davanti alla laguna che quel taglio di quattro secoli fa aveva contribuito a creare.

La prossima volta che camminate sulla diga del borgo, guardando il fiume entrare nell’Adriatico, ricordatevi che tutto quello che vedete è, in un certo senso, figlio di una decisione presa a Venezia nel 1600. Il resto della storia del borgo lo raccontiamo nella pagina Storia e borgo.

Fonti: Wikipedia (Taglio di Porto Viro, Porto Viro, Tartaro-Canalbianco-Po di Levante), Water Museum of Venice.